Scuola: come difendersi dai lavori copiati ai tempi del web e della dad

Come si svolgerà l'anno scolastico 2021-2022 che prenderà il via il prossimo Settembre? Tutti i ragazzi potranno rimanere in classe per entrambi i quadrimestri o saranno costretti a passare dei periodi in didattica a distanza? Difficile prevederlo anche per i massimi esperti di pandemie ma è certo che la vita per i docenti è sempre più complessa visto che con la "DAD" è più semplice copiare o avere "aiutini" nel corso delle interrogazioni. 

Anche prima della didattica a distanza comunque, per i compiti a casa, c'era l'enorme problema di comprendere se i lavori elaborati dai ragazzi fossero originali o rapidi e semplici testi "copiati ed incollati" dalle fonti più disparati. Ma con un nuovo software, i giorni felici degli studenti sfaticati stanno per finire.

 

Un data base di 80 milioni di articoli accademici

Il software antiplagio di cui stiamo parlando è in grado di controllare una mole incredibile di dati: stiamo infatti parlando di 80 milioni di articoli accademici che nell'arco di pochi momenti, vengono scandagliati per controllare se ci sono elementi in comune con l'elaborato esaminato.

Non stiamo dunque parlando di un difficile lavoro manuale che al massimo può verificare se ci sono similitudini tra i principali siti come Wikipedia ma un sistema automatico con performance irraggiungibili dagli sforzi di qualsiasi essere umano, docenti delle scuole compresi.

 

Un ottimo strumento anche per i laureandi

Questo tipo di app non sono uno strumento utile soltanto per gli insegnanti ma sono diventati di uso comune anche fra i laureandi delle università per le proprie tesi. A volte infatti, si può cadere in involontarie ripetizioni di elementi presenti in altri testi già editi. Un problema che può portare a conseguenze anche gravi se vengono scoperte da una commissione universitaria.

Ecco dunque che un controllo preventivo fatto dallo studente in buona fede può facilmente e rapidamente evitare qualsiasi tipo di procedimento disciplinare anche grave ed ingiusto.

 

I problemi delle interrogazioni orali in DAD

Se dunque grazie ad alcuni software è possibile da parte degli insegnanti stangare gli studenti disonesti, risulta molto più difficile adoperarsi per valutare che una interrogazione orale non avvenga con qualche aiutino. Magari con genitori che suggeriscono sotto la scrivania a bassa voce o bigliettini sul tavolo "pro memoria" e tante altre possibilità.

Il caso limite è avvenuto in Veneto, più esattamente nella città di Verona dove un docente ha chiesto ad una sua studentessa di bendarsi per essere certo che non potesse leggere da nessuna parte qualche elemento utile a facilitare l'interrogazione. 

Tale pratica è stata ovviamente criticata ma il problema di una interrogazione "onesta" rimane tanto che si sono verificati spesso casi di insegnanti che se pur senza richiedere una benda, esigevano che gli studenti tenessero gli occhi chiusi mentre venivano interrogati. 

Alcuni docenti più "smart" hanno dunque variato le loro domande, richiedendo agli studenti di fornire loro dei ragionamenti sugli argomento proposti piuttosto che una conoscenza squisitamente mnemonica.

Altri hanno cercato di interpretare i movimenti degli occhi per comprendere se lo studente stesse leggendo mentre stava dando le risposte o analizzando i termini utilizzati per comprendere se fossero naturali o meno.

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