Registro di carico e scarico rifiuti: come e quando va compilato

Il registro di carico e scarico rifiuti è un documento essenziale nella procedura di smaltimento dei rifiuti, da aggiungere a MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) e al FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti). Esso serve a dimostrare che si sta eseguendo correttamente la gestione dei rifiuti.

Compilazione del registro di carico e scarico

La compilazione del registro deve seguire un iter specifico: 

  • devono essere annotate le informazioni riguardanti le quantità dei rifiuti prodotti e divisi per categorie, e ciò va effettuato massimo dieci giorno in seguito alla produzione o all’avvio di smaltimento o recupero del rifiuto;

  • Documentazione da conservare per almeno cinque anni dove viene prodotto il rifiuto. 

La prima pagina da compilare include alcune informazioni inerenti alla ditta e al rifiuto prodotto. Successivamente va effettuata la vidimazione: i modelli devono essere numerati in ordine crescente, e vidimati dalla camera di commercio competente, secondo quanto stabilito dagli allegati A e B al DM 148/1998.

La seconda pagina è dedicata all’operazione di produzione di un rifiuto (carico): bisogna barrare l’operazione che stai effettuando (cioè carico) e inserire la data. Poi devi segnalare il numero dell’operazione in formato NUMERO/ANNO. Infine nella seconda colonna è necessario inserire il codice CER, per poi annotare peso e quantità.

Per quanto riguarda invece l’operazione di scarico, la situazione è leggermente più complicata: il primo passaggio è annotare numero e tipo di operazione; Nella sezione “Riferimento operazioni di carico”, invece, va inserito il numero di registro dell’operazione di carico precedentemente effettuata e registrata.

La seconda colonna è analoga a quella di carico, con la differenza che si aggiunge la sezione “Destino del rifiuto”, in cui va indicato tramite una lettera:

  • se il rifiuto può essere riciclato (R);

  • se deve essere smaltito (D). 

La terza colonna riporta la quantità del rifiuto consegnato al trasportatore; nella quarta vanno inseriti i dati dell’intermediario (se indicato nel formulario); infine la quinta è dedicata ad eventuali informazioni aggiuntive. 

Comportamenti passibili di sanzioni

  • Se si omettono alcuni dati o addirittura di possedere il registro: sanzione amministrativa da 2.600 a 15.500 euro;

  • Se il registro riguarda rifiuti pericolosi: sanzione da 15.500 a 93.000 euro e una probabile sospensione dell’attività.

Anche se per le piccole imprese le sanzioni sono ridotte, il nostro consiglio è quello di affidarsi ai professionisti del settore, professionisti come quelli di Nova Ecologica.